Il medioevo non è stata un’epoca buia e le persone, in quel periodo, viaggiavano; erano in molti a spostarsi e lo facevano per svariate motivazioni, fra le principali c’era sicuramente la religione.
In epoca medioevale, le popolazioni europee, facevano dei lunghi viaggi per motivi religiosi (oltre che per motivi commerciali e bellici); il pellegrinaggio aveva un importanza culturale ed economica pari al turismo di oggi.

La parola “pellegrino” (colui che intraprende appunto un pellegrinaggio), potrebbe derivare da “peregrino”, cioè colui che va per campi oppure da “peregrare” ossia viaggiare ma anche investigare, quest’ultimo significato si collega benissimo a “la Cerca“, così chiamavano in antichità il viaggio in Terra Santa dove le persone andavano alla ricerca dei luoghi del Vangelo e di sante reliquie.
Le più importanti mete di pellegrinaggio cristiane del medioevo (dette pereginatio majores – a cui si riferisce maggiormente l’articolo), oltre ai culti locali, furono: Santiago di Compostela, Gerusalemme e Roma.
Diversi erano i motivi che spingevano il fedele a partire: per penitenza, per ricevere un’indulgenza (per sé o per altri), per devozione, per scontare delle pene giudiziarie ma anche per turismo o addirittura spionaggio.
Questi lunghi spostamenti erano molto pericolosi e il percorso non era di certo segnato come lo è oggi (ci si poteva perdere facilmente); esistevano delle rare e semplici guide che elencavano i luoghi principali da attraversare e descrivevano alcuni rischi che si potevano correre in determinati punti. In molti, non a caso, preferivano partire in gruppo per paura di essere attaccati da briganti o animali selvatici. Si usavano tratturi, antiche vie romane, sentieri di montagna, fiumi navigabili o il mare nel caso della Terra Santa (a Venezia esistevano delle vere agenzie viaggi che organizzavano il tutto per visitare i luoghi della vita di Gesù).
Il cammino per questi importanti luoghi di culto, come già sottolineato, era lunghissimo e non sempre si tornava vivi; molti prima della loro partenza facevano: testamento, atti di carità e saldavano ogni debito.
L’unica cosa che permetteva alle persone più povere di partire era il fatto che il pellegrino, nell’età di mezzo, veniva visto come un inviato dal Cielo e quindi andava trattato come se fosse Gesù stesso. Lungo i percorsi, nei paesi e nelle città, i pellegrini venivano ospitati gratuitamente (sia per un pasto che per un posto per dormire) in ospizi, pievi o monasteri.
Nobili, ecclesiali, diplomatici o mercanti potevano permettersi economicamente strutture migliori per le loro soste (ad esempio locande) e di conseguenza hanno aiutato a crescere “turisticamente” e culturalmente numerosi luoghi situati su queste importanti vie di collegamento.
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Il pellegrino era facilmente riconoscibile anche grazie al suo vestiario: solitamente alla testa aveva un cappuccio o un cappello a larghe tese, un mantello sulle spalle, una piccola borsa di pelle (serviva specialmente per ricevere elemosina), una borraccia e il bordone (un lungo bastone dalla punta metallica che serviva come sostegno e difesa contro attacchi di animali e briganti ma simbolicamente rappresentava una terza gamba e quindi la Santissima Trinità).
Molto importante, nell’equipaggiamento, era la credenziale cioè il documento ufficiale rilasciato dalle autorità ecclesiali che testimoniava (come avviene in parte anche oggi) che si sta viaggiando per motivi religiosi e andava dimostrato nelle frontiere e in qualsiasi controllo militare come ad esempio all’ingresso di città e castelli.
Per dimostrare di essere giunti alla meta si prendevano degli oggetti locali da mostrare al ritorno: chi si recava sulla tomba di San Giacomo prendeva una conchiglia a Finisterre (il luogo sull’Oceano, non lontano da Santiago, dove anticamente si pensava che finisse la terra); chi andava in Terra Santa riportava con sé le palme di Gerico e chi andava a Roma, sulle tombe di San Pietro e San Paolo, riportava delle croci di legno.

In definitiva potremmo dire che i motivi che hanno spinto milioni di persone ad intraprendere i pellegrinaggi nel medioevo non sono diversi dai nostri, anzi, siamo e saremo sempre persone assetate di qualcosa di più grande a cui vogliamo avvicinarci o a cui vogliamo chiedere sostegno e conforto.
Sorprendente e affascinante è pensare alla lunghezza e alle difficoltà incontrate dai pellegrini del passato rispetto a noi che sicuramente, oggi, intraprendiamo questi viaggi con molti più comfort e meno pericoli ma non per questo, forse, con meno fede.
Mi emoziono sempre nel pensare che un sentiero, un borgo o un santuario sia stato visto e toccato da “un altro me” che mille anni fa ha intrapreso lo stesso percorso magari con lo stesso motivo e la stessa devozione.