Il paese fantasma di Monterano, dove lavorò anche il Bernini

Andiamo alla scoperta di Monterano (anche conosciuta come Antica Monterano o Monterano Vecchia; in latino quasi certamente Manturianumpoi corrotto in Manturanum); si tratta di un borgo abbandonato della provincia di Roma, sito nel comune di Canale Monterano. Arroccata sulla spianata sommitale di un’altura tufacea, è attualmente inclusa nella Riserva naturale regionale Monterano

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Poco prima del confine tra la provincia di Roma con quella di Viterbo, ad ovest del Lago di Bracciano, si incontra un paese tagliato in due da una strada provinciale; il suo nome è Canale Monterano, borgo di circa quattromila abitanti, nato dopo lo spopolamento di Monterano, l’antico paese che sorgeva poco più a valle.

Seguendo le indicazioni per la Riserva Naturale si arriva all’inizio del percorso che conduce al paese fantasma di Monterano, racchiuso in una vegetazione variegata che comprende specie arboree mediterranee e balcaniche. L’antico borgo si apre alla nostra vista dopo avere percorso un breve tratto a a piedi.

Spopolatosi nel corso del Settecento per la presenza della malaria venne abbandonato definitivamente nel 1799 a seguito del saccheggio ad opera delle truppe francesi.

La prima opera pubblica che si ammira lungo il sentiero che risale il pendio è il cosiddetto Ponte del Diavolo, così denominato da una leggenda che racconta della sua costruzione ad opera del demonio; si tratta in realtà, di un acquedotto seicentesco costruito su due arcate sovrapposte, che assicurava il rifornimento idrico alla cittadina.

Salendo poco oltre si arriva ad un pianoro che racchiudeva gli edifici principali dell’antico abitato. Va sicuramente menzionato il palazzo ducale, anche detto castello Orsini-Altieri, più volte rimaneggiato ma la cui prima struttura risale con molta probabilità all’VIII secolo. Va ricordato che anche l’architetto Gian Lorenzo Bernini mise mano al palazzo, rialzandone le mura con l’inserimento di arcate ed ornandolo con un leone dai cui arti zampillava l’acqua.

Intorno troviamo i ruderi di due chiese: Santa Maria e San Rocco, ma a catturare l’attenzione del visitatore è soprattutto la bellissima spianata, posta a poca distanza dalla piazza, su cui si aprono due opere del Bernini: il convento di San Bonaventura e la fontana ottagonale. Quella che potete ammirare è una copia, l’opera originale infatti si trova sulla piazza del Comune.

Curiosità: Le rovine dell’antico borgo, per la loro bellezza e la relativa vicinanza a Roma, sono state utilizzate come set per numerosi film sia italiani che stranieri, tra cui: Guardie e Ladri (1951), Ben Hur (1959), Brancaleone alle Crociate (1970) e Il Marchese del Grillo (1981).

Articolo scritto per viaggimedievali.com da Alessandra La Ruffa di passaggilenti.com

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