Calcata – Tra storia e arte

Da molto tempo avevo scritto sull’agenda dei “borghi da visitare” il nome di Calcata, un paese caratteristico e affascinante al tempo stesso. Un luogo che forse, ha trovato la sua fortuna per essere stato disabitato prima, per poi essere apprezzato e valorizzato. Il borgo è arroccato su una rupe di tufo a 220 metri di quota ed è immerso nel verde del Parco Regionale Valle del Treja. Calcata si trova in provincia di Viterbo e dista soltanto 40 chilometri dalla capitale.

Calcata

Un po’ di storia

Il primo popolo ad abitare qui fu quello dei falisci, una popolo italico che aveva come capitale la città di Faleri Veteres, attuale Civita Castellana. Passò sotto il dominio romano nel 241 a.C.; successivamente fu feudo degli Anguillara, dei Sinibaldi e  dei Massimo.

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali, Calcata passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Nel 1935 una legge decreta l’abbandono e la demolizione delle case di borghi ritenuti a rischio e anche Calcata, rientrò tra questi. Il paese fu disabitato e iniziò poco distante la costruzione di Calcata Nuova. Nei primi anni ’60, l’antico borgo rinasce  grazie ad alcune accurate perizie geologiche che hanno evidenziato la solidità della rupe ed il borgo quindi ha riottenuto l’abitabilità. Il paese è stato in particolar modo, valorizzato e abitato nuovamente,  da personalità creative come: pittori, scultori, grafici, musicisti e attori.

Cosa vedere

Il punto di forza Calcata Vecchia è il borgo stesso, infatti conserva benissimo il suo aspetto medievale. Vi si accede tramite un unica porta e immediatamente alzando gli occhi al cielo si può ammirare una bellissima torre difensiva. Passeggiando fra i suoi vicoli, il turista si innamora di scorci davvero particolari fatti di case in pietra, botteghe di artisti e coloratissimi fiori. Forse non a caso è stato set di numerosi film.

La chiesa è intitolata al Santissimo Nome di Gesù, risalente al XIV secolo e ristruttura nel 1793 per volere della famiglia dei Sinibaldi. Costituita da un’unica navata e con il soffitto a capriate, conserva al suo interno una fonte battesimale, un’acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro.

Di rilevante interesse è il sito archeologico del tempio falisco di Monte Li Santi.

Consigli di Viaggio

Nelle vicinanze vi consiglio di vedere le bellissime cascate di Monte Gelato, dove sono state girate anche alcune scende del film Lo chiamavano Trinità. Se siete degli amanti dei borghi non perdetevi nella provincia di Viterbo: Civita di Bagnoregio e Vitorchiano.

 
Valutazione 9/10

Un paese che potrei definire magico o bizzarro, ma la cosa certa è che passeggiando tra questo borgo si respira un’aria di pace e di serenità, la stessa che forse respirano quelle persone che qui hanno deciso di viverci coltivando la propria passione. Il borgo comunque è veramente bello e ben conservato, il modo in cui è stato costruito sul tufo lo rende un luogo davvero suggestivo.

 

Scorci di Calcata

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